L'imene è una struttura che gode un'attenzione sproporzionata alla sua funzione.
Per secoli è stata considerata la prova della purezza di una donna. Nulla potrebbe discostarsi maggiormente dalla verità.
L'imene non è che un residuo embrionario: la vagina è difatti la vacuolizzazione del tessuto dei bulbi senovaginali e l'imene è la sottile lamina di tessuto che fa da fondo a detta cavità.
Tale lamina raramente è già completamente scomparsa alla nascita, solitamente è presente imperforata e si perfora prima della pubertà.
L'imene può essere naturalmente assente, o quasi; può consistere in frustoli, o in un cercine sottile ed elastico, che sopravvive anche al parto. Se rimane completamente imperforata sarà necessario eseguire una imenotomia. Praticare sport può contribuire a sbrindellarne i lembi, e così anche i tamponi vaginali interni (e la masturbazione inserendo le dita in vagina). Al contrario, qualche punto chirurgico può ricostruire facilmente la verginità in qualunque donna (imenorrafia).
Ma dove si trova esattamente l'imene? Meglio di qualunque spiegazione a parole, è una tavola anatomica:


(tratta dall'Atlante di Anatomia sistematica e topografica dell'uomo, di E.Pernkoff)

Come si può osservare l'imene si trova subito all'entrata della vagina.
Non sempre la perdita della verginità è segnalata dalla fuoriuscita di sangue. Ciò dipende dalla struttura dell'imene che può avere aperture più o meno grandi o forma ed elasticità tali da consentire il rapporto senza che ci sia lacerazione. In alcuni casi è addirittura assente.


(tratta dall'Atlante di Anatomia sistematica e topografica dell'uomo, di E.Pernkoff)

Appare chiaro, allora, che la verginità non può essere identificata con un corrispettivo anatomico, ma rappresenta un valore personale, una scelta che ciascuno può fare indipendentemente dal sesso di appartenenza.

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